Tramonto a Bocca di Magra

scritto da giorgiog1
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Testo: Tramonto a Bocca di Magra
di giorgiog1

Le folaghe beccano il crepuscolo, 
resto di giorno in bilico sull’acqua.
I cormorani richiudono le ali, 
il caldo cede ai fianchi delle colline. 
Il sole ha un fiato breve e si consuma.

Sul branco dei gabbiani cade il vento,
e il cielo, per un attimo, si brucia. 
Lo scricciolo si stacca dal suo giorno,
come un appunto in tasca alla memoria.

Sulla riva passano ombre lente:
Montale con la sua muraglia muta,
Duras che ascolta il vento nelle pieghe, 
Vittorini in cerca sempre d'approdo,
Fortini che pesa la luce come un compito,
Sereni segugio d'acqua dolce e chiara,
Pasolini che ripara il suo sguardo.

Veri poeti in processione sacra,
come se Einaudi li chiamasse ancora 
alla Carciofaia per l'ultimo tufffo.

Il pescatore lancia ogni sera il rezaglio: 
nel cerchio d’acqua che si chiude presto
annaspa chi la sorte prende in trappola.
Non torna indietro il fiume, e scorre muto.

Nei resti di Luni antica, rumori
stonati incrinano la ringhiera quieta.
Là dove Patroni, posata la bici,
pensava l’ultima intelligente burla.

Tramonto a Bocca di Magra testo di giorgiog1
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